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Il Dono compie 10 anni: tra raccolta e iniziative

La libreria sociale “Il Dono” creata da un nutrito gruppo di volontari festeggia il decennale e moltiplica i suoi sforzi

di Fortunato Allegro

Il 28 gennaio del 2008, alla presenza delle autorità civili e religiose cittadine veniva inaugurato nello spazio del cortile dell’ex Liceo artistico di piazza Don Diana, in piena emergenza rifiuti, il primo centro per la raccolta differenziata ad Aversa. Da lì a pochi giorni nell’ex palestra dello stesso istituto tra cumuli di tonnellate di carta, plastica, lattine e vetro prendeva vita anche la libreria “Il dono”.

I volontari che curavano questa raccolta rifiuti, studenti del Liceo scientifico “E.Fermi”, pensionati e cittadini scossi dal dramma che stavamo vivendo, si accorsero subito infatti, che nel settore della carta la gente buttava anche libri, enciclopedie, riviste. Sembrava a tutti noi uno scandalo che, travolti da un fenomeno tipico delle società consumistiche (la produzione in eccesso di rifiuti), i libri facessero la stessa fine degli oggetti usa e getta. Anche perchè molti di quei testi che ci arrivavano non erano mai stati usati. Chiedemmo alle persone di non buttare più i libri, ma di donarceli. E così venne fuori il nome della libreria e l’idea che il dono meglio di altri concetti e pratiche fosse l’antidoto alla mentalità e alla sottocultura di cui era figlia l’emergenza che vivevamo: i libri sono inutili, con la cultura non si mangia, tutto ha un prezzo e le altre perle del berlusconismo allora imperante. L’iniziativa del centro di raccolta secondo i tecnici del comune sarebbe dovuta durare un mesetto. L’abbiamo portata avanti in modo del tutto gratuito per 3 anni e mezzo. Una bella dimostrazione non solo della inaffidabile capacità previsionale della nostra classe dirigente, ma anche della caparbietà dei volontari di dare un segnale di un diverso modo di intendere un’azione solidaristica e di civiltà. Non la manifestazione una tantum, l’evento che produce una effimera gratificazione se l’evento ha successo e poi non succede nient’altro, ma l’impegno quotidiano, il sacrificio di tempo, energie, affetti, che hanno alla base una scelta etico-politica, che implica continuità per essere credibili innanzitutto a se stessi e con i valori in cui si crede.

Quando finalmente l’emergenza rifiuti si concluse con l’affidamento del servizio alla Senesi, la libreria continuò il proprio impegno socio-culturale, avendo un riconoscimento importante del proprio ruolo con l’individuazione di Biblioteca regionale. Da un patrimonio librario iniziale di qualche centinaio di libri siamo a passati ad oltre 50.000 testi, tra cui molti di pregio e antichi. Abbiamo donato libri a scuole, centri culturali, parrocchie (le ultime che abbiamo di recente aiutato a costruire una biblioteca sono quella di San Salvatore a Pozzuoli e una scuola elementare a Piacenza). Molte sono le iniziative svolte in questi 10 anni: dalla presentazione di libri ai reading, alle attività culturali a tutela del patrimonio storico-artistico (siamo diventati anche sede del FAI), alle attività solidaristiche in occasione dell’alluvione di Benevento del terremoto di Amatrice, agli interventi e ai progetti nelle scuole. Sin dall’inizio aver individuato nella lotta alla camorra nel nostro territorio una delle origini della situazione drammatica che stavamo vivendo ci ha fatto sentire vicini quanti come Libera avevano lo stesso obiettivo. L’adozione dell’albero della magnolia in piazzetta don Diana, che è diventato l’albero simbolo della legalità e della lotta a tutte le mafie, la dedica dell’aiuola della magnolia a Falcone e Borsellino, l’ospitalità a giornalisti e magistrati che di questa lotta hanno fatto una vera e propria missione: questo è quello che ci rende orgogliosi del nostro operato, al di là del rammarico dell’assenza di una classe politica che accompagnasse la nostra scelta facendola almeno in parte anche propria. In tal senso non ci sorprende che, nonostante abbiamo da tempo dichiarato la nostra disponibilità a trasferirci in altra sede per permettere l’effettuazione dei lavori dei fondi europei dei Cento sagrati e dichiarata anche la nostra intenzione di ritornare là dove lo spirito del dono è nato alla fine dei lavori e, nonostante finalmente c’è stato a dicembre dell’anno scorso il riconoscimento anche comunale dell’importanza della nostra attività, viviamo ancora tutta l’ambiguità o la debolezza di una politica che non si decide a adeguare i locali assegnatici. Noi resistiamo, noi siamo quelli che non si smontano. Noi siamo quelli che invece di maledire il buio accendono una candela. Auguri a tutti noi della libreria e a tutti quanti ci sono stati vicini in questi 10 anni e a quanti continueranno a farlo. Da domenica 28 gennaio all’interno della nostra Libreria sarà esposta una mostra fotografica di questo decennale.

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