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Stranormanna: La scommessa di Peppe Andreozzi

Nascita e crescita di una gara podistica entrata nella storia di Aversa: la STRANORMANNA

La Stranormanna è, ormai, un piccolo pezzo di storia della nostra città, grazie alla caparbietà ed all’amore per Aversa di Peppe Andreozzi, deus ex machina della gara podistica che, passo dopo passo, ha portato a diventare un grande successo, sia agonistico che promozionale.

A Peppe Andreozzi abbiamo chiesto com’è nata questa iniziativa e quali sono state le difficoltà incontrate e brillantemente superate. “Parto dal fatto – esordisce Andreozzi –  che ho conosciuto durante la mia passione per lo sport una persona eccezionale: Massimiliano D’aiuto. Con lui ho cominciato ad affiancare allo Sport la Solidarietà attraverso la prevenzione gratuita a domicilio (nelle palestre, associazioni sportive, oratori etc.). In particolare, organizzammo un evento con il quale riuscimmo a fare anche una raccolta di fondi, insieme ad un amico che vuole restare anonimo per un suo dolore personale. In quell’occasione mi viene chiesto di destinarli a qualcuno che poi individuai in una ragazza all’epoca dodicenne affetta dal solito male e che ancora sta lottando.

Successivamente pensammo di organizzare un evento sportivo possibilmente una gara podistica, che ad Aversa mancava. Cominciai a parlarne un po’, a crederci, ma sembrava un grosso impegno, specialmente perché ero indaffarato a risolvere i miei problemi lavorativi. Il secondo input mi viene trasmesso da un amico, incontrato per strada, che, mentre mi sentì vagheggiare sull’intenzione di organizzare la gara, mi disse: “Se tu riesci ad organizzare la corsa ad Aversa sarai il mio idolo”. La frase mi fece apparire ancora più ardua la cosa, detta da un podista esperto ma stranamente mi diede la spinta per insistere, vero Francesco? Cominciano le prime bozze, ma la cosa importante era trovare un nome all’evento. Decisi di promuovere un sondaggio su Facebook che riscosse attenzione e partecipazioni, si parlava di “ATTRAVERSA” di “STRAVERSA” e innumerevoli altri suggerimenti, fino a che un ragazzo scrisse “STRANORMANNA”. Bastò leggerla una sola volta quella parola per far scoccare la scintilla.

Adesso mi serve tutto il resto, cioè proprio tutto tutto, l’ABC del podismo. Come fare? A chi rivolgermi? Piccoli aiuti dagli esperti della città, vaghi e molto scoraggianti, sempre a prediligere le difficoltà, mai a trasmettere ottimismo e positività. Sentivo di essere sulla buona strada. Mi intrigavano gli ostacoli che mi si andavano a creare. Insistevo sui social, rendendo noti i miei progressi fino a che un altro contatto dal bel nome “Michelangelo” mi scrive che mi poteva presentare una persona che mi sarebbe stata molto utile. Quella persona era ed è Rosario de Dominicis. Con lui al mio fianco tutto diventava più chiaro, la sua fluidità nell’illustrarmi le regole e la mentalità del podismo accelerava i tempi.

I passi successivi erano molto burocratici e tecnici, tanto da far slittare la data della gara da febbraio a giugno. La vittoria più bella era il riscontrare le tante manifestazioni di stima e di amicizia. Gente che mi ha fatto capire quanto nella mia vita abbia seminato positivamente. Chi mi stava attorno pensava che fossi pazzo o sotto l’effetto di droghe per la mia determinazione a fissare la data in un periodo in cui le gare che già esistevano avrebbero fatto diventare la STRANORMANNA un grande flop . Ma non si rendevano conto che l’evento era nato sotto una buona stella e quella stella aveva un nome: Marianna Della Vecchia a cui ho dedicato il Memorial per 4 anni.

Adesso orgogliosamente posso dire che la Stranormanna è storia, una storia destinata a scrivere ancora tante belle pagine, rafforzata dal continuo affiancamento di tanti nuovi amici che si fanno trascinare dal mio entusiasmo legato principalmente al mio territorio e alle mie tradizioni. Quell’entusiasmo che è cresciuto in me da quando bambino, tenendo la mano a mio padre, ascoltavo le sue spettacolari descrizioni della nostra Città, sia culturali, storiche e tradizionali. Quindi adesso spero che possiate capire, quando vedete un pazzo per strada vicino ad un gazebo a parlarvi della STRANORMANNA o nei bar, negozi e luoghi vari, quel pazzo è un fortunato che è affetto da una passione sana e sociale”.

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