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L’Esperto risponde. Energy Manager Fulvio Trasacco

Care lettrici/cari lettori, salve e buona energia e salute a tutti.

Quest’oggi mi trattengo (non ne ho potuto fare a meno visto che alcuni amici mi hanno dato notizia e spunto) su un’attività di “moda” anche nella città in cui dormo. Di “moda”, perché spesso dietro a questi annunci c’è un nulla di fatto: sto parlando del compostaggio domestico.

Evito, per ora, di entrare nel merito della delibera che ha dato il via a questo esperimento ad Aversa ritenendo più produttivo dare qualche indicazione sul trattamento da farsi ed sulle condizioni termoigrometriche e bio-chimiche da controllare in maniera continua; spesso trascurando questi fattori si producono pessimi risultati e (nonostante i buoni propositi) si possono addirittura peggiorare le condizioni ambientali sebbene si rispetti il regolamento (sovente si trascura il tessuto urbano in cui dovranno insistere).

Premetto una nozione: con il compostaggio vogliamo imitare, riproducendoli in forma controllata e accelerata, i processi naturali che trasformano la sostanza organica in humus. Il processo per creare il compost è copiato dalla natura. Quindi riassumendo: dopo averla distrutta, imitiamo la natura per salvare la natura…chist so’pazz!

Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono tutti gli scarti, residui ed avanzi di ogni tipo organico biodegradabile, ovvero aggredibili dai microrganismi. Vanno invece evitati i rifiuti non biodegradabili, o ancora contaminati da sostanze pericolose, tossiche o nocive.

LE REGOLE D’ORO PER FARE UN OTTIMO COMPOST (fonte Consorzio Italiano dei Compostatori)

Il luogo adatto

La collocazione ottimale della “zona cumulo” nell’orto e nel giardino è in un luogo praticabile tutto l’anno. Il “cumulo” va posto all’ombra: l’ideale sarebbe all’ombra di alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non essicchi eccessivamente il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari permettano lo svolgimento delle reazioni biologiche.

 

 

La temperatura

L’attività  dei microorganismi durante il processo di compostaggio produce calore, aumentando la temperatura del cumulo.

Normalmente, nella prima fase la temperatura nel centro del cumulo oscilla tra i 45° ed i 55°C ed è ottimale perché i microorganismi possano lavorare; successivamente vi sono una fase intermedia ed una finale in cui si ha una progressiva diminuzione della temperatura, fino ad arrivare a quella ambientale.

La giusta umidità

L’acqua, come l’aria, è indispensabile per l’attività  dei microrganismi che producono il compost, e dovrà  essere presente nel cumulo nella giusta percentuale. Infatti, se il cumulo è troppo secco, la decomposizione microbica rallenta notevolmente; per farla ripartire bisognerà  innaffiare e rivoltare il cumulo con l’apposito aeratore. Viceversa, se il cumulo è troppo bagnato c’è scarsità  di ossigeno e la decomposizione si trasformerà  in marcescenza (reazione anaerobica). In questo caso il cumulo dovrà  essere rivoltato aggiungendo materiale secco, come per esempio trucioli di legno, foglie secche o pezzetti di cartone. È assolutamente necessario trovare un giusto equilibrio tra i rifiuti più ricchi d’acqua e quelli secchi: introdurremo quindi nel contenitore le quantità  che rendono il cumulo umido, ma non bagnato.
Per verificare la giusta umidità  si può fare la prova del “pugno”: prendiamo con la mano un po’ di materiale e stringiamo il pugno; se mantiene la forma e non si creano gocce d’acqua l’umidità  è giusta, se invece si sbriciola sarà  troppo asciutto.

L’indispensabile ossigeno

Il compost “è vivo” e quindi ha bisogno d’aria: in un cumulo compatto non c’è ossigenazione, e i microrganismi aerobi non possono vivere né nutrirsi. Nel composter l’aria entra dalle apposite feritoie e attraversa il cumulo: è quindi indispensabile che il cumulo all’interno del contenitore non sia compatto (attenzione alla troppa umidità !) ma soffice e strutturato; ciò si ottiene con l’aggiunta di materiale grossolano come rametti, trucioli, foglie, paglia, ecc. È buona norma rivoltare o smuovere il cumulo periodicamente con l’apposito aeratore per favorire la circolazione dell’aria. La carenza di aerazione provoca la formazione di composti maleodoranti facilmente eliminabili seguendo i consigli suddetti.

 

continua…

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