lunedì , 27 Gennaio 2020
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L’Esperto Risponde. L’avvocato Nico Nobis

DETENERE ARMI, COME COMPORTARSI PER ESSERE IN REGOLA CON LA LEGGE?

Cari Amici, nell’articolo di oggi, alla luce di una giurisprudenza sempre più innovativa rispetto ai casi in cui è possibile parlare di legittima difesa e di regolare detenzione delle armi, cerchiamo di dare qualche utile suggerimento in virtù della normativa vigente in materia.

Innanzitutto prima di detenere un’arma dobbiamo comprarla e per fare ciò la legge ci impone il possesso di una autorizzazione di polizia: Licenza di porto d’armi o Nulla osta. Serve anche a chi la riceve in eredità o da un privato.

Una volta acquisita l’arma o le munizioni, queste devono essere immediatamente denunciate in questura, in commissariato, o in mancanza, alla stazione dei carabinieri.

Pertanto, è opportuno chiarire che il porto d’armi e il nulla osta permettono l’acquisto, il trasporto e la detenzione dell’arma e delle munizioni mentre la denuncia è una comunicazione obbligatoria per informare l’Autorità di pubblica sicurezza dove le armi e munizioni verranno custodite.

Il possessore di licenza di porto d’armi o di nulla osta, può comprare e detenere:

  • 3 armi comuni da sparo;
  • 6 armi classificate ad uso sportivosia lunghe che corte;
  • Un numero illimitato di fucili e carabinecon calibro e funzionamento indicati nell’art. 13 della legge 157 del 1992.
  • 8 armi complessive tra: antichedi importanza storica prodotte prima del 1890 o con avancarica, originali; artistiche che presentano particolari finiture o fattezze come ricami in oro o pietre preziose; rare che siano in un numero limitato di esemplari – può esserlo anche la singola arma legata ad un particolare evento o personaggio storico (D.M. 14 aprile 1982);
  • 200 cartucce per arma comune(art. 97 Regolamento TULPS);
  • 500 cartucce per fucili da caccia(art. 97 Regolamento TULPS);
  • 5 chili di polveri da caricamento.

Per trasporto si deve intendere lo spostamento delle armi fuori dalla proprietà privata, senza averne la disponibilità all’uso (es. l’arma chiusa nel portabagagli); solo i titolari delle licenze di porto d’armi per difesa personale possono, invece, portare l’arma per farne uso.

I titolari di porto di fucile uso caccia sono legittimati a farlo solo per andare a caccia (ovviamente, in questo caso, il porto è limitato alle sole armi da caccia e alle discipline ad essa collegate).

Il titolare di un nulla osta è autorizzato a trasportare l’arma solo dal luogo di acquisto a quello di detenzione, mentre chi ha un qualsiasi porto d’armi può trasportare fino ad un massimo di 6 armi contemporaneamente senza vincoli di orario o di percorso.

Con la licenza di collezione, rilasciata dal questore, si possono superare i limiti di detenzione sopra indicati.

Anche per avere una quantità superiore di munizioni, rispetto ai limiti fissati (art. 97 del Regolamento del TULPS), occorre una speciale licenza di deposito che viene rilasciata, però, dal prefetto. Tale autorizzazione si ottiene solo in presenza di particolari motivazioni legate alle attività sportive o professionali del richiedente.

Il porto d’armi o il nulla osta occorrono anche per acquistare armi proprie diverse da quelle da sparo, quali, ad esempio, spade, pugnali, sciabole, stiletti, sfollagente, mazze ferrate, bastoni animati, storditori elettrici, tirapugni, ecc. … .

Per questo genere di armi la legge impone l’obbligo della denuncia e non prevede limiti nella quantità e, di conseguenza, non necessita dell’ulteriore licenza di collezione.

Non occorre alcun titolo per acquistare e detenere le armi a modesta capacità offensiva e non sono soggette a denuncia di possesso e a limiti di quantità. Sono quelle ad aria o gas compresso con potenza inferiore ai 7,5 joule e quelle repliche di armi ad avancarica a colpo singolo. Per acquistarle in un’armeria basta dimostrare la maggiore età. Non rientrano tra queste le armi ad aria o gas compresso in grado di sparare a raffica.

La normativa in materia (D.M. 362 del 2001), vieta, invece, espressamente, le armi ad aria o gas compresso il cui proiettile possa contenere altre sostanze come quelle, ad esempio, in grado di sparare sfere di plastica contenenti liquidi macchianti destinate ai giochi di guerra (splash contact), indipendentemente dalla potenza.

Ciò significa che, nel nostro Paese, tale genere di armi sono sempre da considerarsi come armi comuni da sparo e, come tali, soggette all’obbligo di iscrizione nel Catalogo nazionale delle Armi comuni da sparo. Il loro acquisto e trasporto, qualora in regola con i requisiti previsti dall’art. 11 della legge 18 aprile 1975, n. 110, sarebbe, quindi, riservato ai soli possessori di licenza di porto d’armi. Ad oggi, tuttavia, nessuna arma di questo genere risulta catalogata in Italia.

Ai sensi dell’articolo 38, V comma, del regio decreto 773/1938 (testo unico sulle leggi in materia di pubblica sicurezza) e dell’articolo 20 della legge 110/1975 (legge per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), infine, ogni volta che il possessore di armi trasferisce l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella denuncia, deve ripresentare la relativa denuncia.

Sperando di aver dato qualche utile consiglio e chiarimento in merito alla normativa per la detenzione ed il porto di armi, vi diamo appuntamento al prossimo numero, ricordando sempre che per qualsiasi chiarimento potete contattarci all’indirizzo e-mail niconobis@gmail.com, arrivederci.

Chi è Margherita Sarno

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