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SENTINELLE E PROFETI

Più compiutamente, con mons. Spinillo: “PER AMORE… sentinelle e profeti”: persone che, con la loro vita, sanno indicare la via del bene. In sei mesi, due grandi vuoti tra noi: prima Stefano Tonziello, ora Valerio Taglione. Sentinelle insonni della nostra terra, ” profeti di un tempo nuovo, per una vita degna dell’umanità”

 

di Stefano Di Foggia

Tanto diversi, ma addirittura sovrapponibili per tenacia e capacità di ispirare processi di vero cambiamento. Ci vuole una vita, e non sempre basta, per tracciare un solco duraturo, in cui altri possano procedere, aprendo vie orientate al futuro. Il solco è stato tracciato.

Stefano e Valerio se ne sono andati, consumati dalla stessa malattia, a pochi mesi l’uno dall’altro, rispettivamente il 1° novembre e l’8 maggio. Due date così particolari, da suscitare inevitabilmente più di una suggestione.

Stefano e Valerio, pietre angolari, su cui si è edificato qualcosa di grande nel nostro traballante e travagliato territorio. Territorio amato, che hanno aiutato a risollevarsi e che hanno saputo rappresentare con dignità, anche a livello nazionale, in ambiti distinti ma fortemente correlati.

IMPEGNO PROFETICO

Da tante parti d’Italia, da diversi anni, centinaia di giovani vengono a vivere l’esperienza di rigenerazione civile in atto nelle “Terre di don Peppe Diana”, ancora note, fino a poco fa, come terre del clan dei Casalesi. Dalle esperienze di economia sociale, radicatesi nel territorio grazie al riutilizzo dei beni confiscati, ha preso vita l’avventura del “Pacco alla camorra”, presentata ovunque, infine al Parlamento europeo.

Di tutto ciò, delle varie edizioni del Festival dell’Impegno civile, delle tante occasioni d’incontro e di riflessione organizzate dal Comitato don Diana, Valerio è stato instancabile “condottiero”. A lui, certo non a lui solo, ma a lui in modo speciale, dobbiamo se la memoria di don Peppe Diana è stata difesa e custodita nei cuori negli anni difficili, in cui anche la chiesa si era mostrata incerta, a volte balbettante. Oggi quella memoria è viva e feconda, è fonte di energia e infonde coraggio e speranza; è curata in prima persona dal vescovo fin dai primi passi del suo cammino pastorale (per la verità già un po’ prima). E’ luogo ideale di dialogo aperto con tutti, con marcato riferimento alla dimensione dell’impegno civile ed ecclesiale.

IMPEGNO PROFETICO

Nella pista accanto, Stefano Tonziello: studio, ricerca e azione orientati a ricostruire un rapporto corretto e proficuo tra le comunità e i loro territori. Ultimamente, esperienze pilota di smaltimento dei rifiuti autogestite da piccoli imprenditori, da lui accompagnati in linea con i principi dell’economia circolare, hanno ottenuto l’avallo addirittura del Consiglio di Stato in una “storica sentenza”. Così, il nostro territorio, la “Terra dei fuochi”, si è affacciato sulla stampa nazionale come promotore di esperienze di avanguardia nella gestione ambientale. Da non credere…!

La faticosa ma originalissima storia del riscatto del Real Sito di Carditello ha avuto, tra i capifila e principali attori, ancora Stefano, impegnato sempre e fino all’ultimo a dare forma al sogno di un riscatto dell’intero bacino dei Regi Lagni. Caso unico in Italia, quello del Real Sito: un bene straordinario lasciato andare in malora dal proprietario (un ente pubblico), ma riconosciuto e rivendicato da una comunità territoriale come proprio bene comune, fino all’acquisizione da parte dello Stato. E questo, grazie alla tenace resistenza popolare (dichiarazione del ministro Bray) guidata da Agenda 21 per Carditello e i regi Lagni.

Questo il solco tracciato dai due, solo per dare un’idea. Ci sarebbe, infatti, troppo altro da dire.

COMUNITÀ: PRIORITÀ DELLA VITA DI TUTTI…

Stefano e Valerio non hanno operato da solisti, mai. Mai si sono negati a nessuno che ponesse domande di vita, così trovandosi al centro di reti di relazioni, cresciute negli anni, parte delle quali si sono anche  strutturate in forme associative. Valerio presidente del Comitato di Diana, Stefano presidente di MEDUC, associazione di cittadini quali promotori di sviluppo locale. Quest’ultima, a pochi giorni dalla perdita, ha avviato un processo di ripensamento e riorganizzazione passando a oltre cento iscritti con un nucleo attivo di oltre trenta persone, che stanno tracciando percorsi d’intervento orientati agli orizzonti indicati da Stefano.

Per il Comitato don Diana, Gianni Solino, storico compagno di strada di Valerio ha già detto: “Ci aspettano giorni difficili, ma sappiamo che non possiamo perdere tempo e che il modo migliore per elaborare il lutto sarà riempirlo di nuovo impegno…”.

MAI RASSEGNATI

Il problema è che lo spazio lasciato non resti senza presidio e sia nuovamente abitato in modo propulsivo, guardando sempre nella stessa direzione. “Giorni difficili” soprattutto se leggiamo i segni dei tempi; ma, a certe condizioni, si potrà fare molto.

La direzione?  In un tempo e in un Paese in cui la precarietà della sfera pubblica e l’immaturità di molte proteste rendono improbabile l’incontro tra bisogni e risposte di governo, Stefano e Valerio sono stati pazienti, irriducibili tessitori di dialogo, spesso vivace e anche duro, tra cittadini e istituzioni. Diversi nel temperamento, ma ugualmente irraggiungibili per il rigore delle proposte e la coerenza dei comportamenti, ci lasciano un patrimonio di credibilità che assolutamente non va disperso.

I NOSTRI RAGAZZI…BISOGNOSI DI SPERANZA.

Loro due, sempre intenti a leggere negli occhi dei ragazzi e proiettati a sostenerli nella fatica di aprirsi una strada di libertà e dignità, hanno indicato la stessa via: essere fieri dell’appartenenza alla propria terra e costruire comunità.

Negli ultimi anni avevano incrociato a Carditello l’esperienza del Parlamento Studentesco Territoriale, espressione del cammino A Piccoli Passi, di cui Stefano è stato un pilastro essenziale e Valerio un interlocutore attento e coinvolgente.

Guardavano con grande speranza a questa giovane comunità territoriale di bambini e ragazzi, che si sono messi in cammino col programma di “scegliere la vita, amare la propria terra, prendersi cura di ogni cosa che abbia senso e valore”.

Questa comunità di piccoli, che tengono per mano gli adulti di riferimento, sta imparando a fare memoria nel modo giusto. Avendo avuto la grazia di incontrare questi due uomini veri, grandi figli della nostra terra, deve riuscire a mantenersi in dialogo con loro.

UN LUNGO ADDIO

È così: le persone, che è impossibile rimpiazzare, non le si può lasciare andar via del tutto.

Scomodo destino, amatissimi Stefano e Valerio, ma è così.

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