Home / In Primo Piano / IL SEGRETO DELLA CORONA DEL 1980

IL SEGRETO DELLA CORONA DEL 1980

RESTITUITA AL MUSEO DIOCESANO LA CORONA D’ORO DELLA MADONNA DI CASALUCE

di Angelo Cirillo

Da sempre le vicende legate alla Sacra immagine di Maria SS. di Casaluce, sia per motivi di culto sia per le storie e le leggende ad esse ricollegate, hanno affascinato studiosi, uomini politici e fedeli. Sono tanti infatti gli episodi legati a questa “piccola” Madonna, forse un tavoletta tenuta da qualche soldato per una devozione personale, arrivata a Casaluce nel XIV sec. e divenuta, a metà del XVIII sec., compatrona della Città di Aversa. Una delle vicende più note circa il culto mariano è certamente la traslazione dell’Immagine che vede i due centri di Casaluce e di Aversa condividersi la Madonna facendo affiorare nella leggenda le ragioni di questa particolare pratica processionale. Ma in realtà di storie ve ne sono molte altre, forse meno note ai fedeli, ed anche in tempi abbastanza recenti. Quarant’anni fa, dopo il tragico terremoto che devastò l’Irpinia ed i cui segni si avvertirono anche nell’Agro Aversano, sparì nelle macerie della Chiesa aversana della Madonna di Casaluce l’antica corona che adornava l’immagine.

Nel 1801 la Vergine era stata infatti incornata per la prima volta, e di nuovo cento anni dopo nel 1901 si ripeté il rituale dell’incoronazione fino ad arrivare all’anno 1978 quando la corona della Madonna di Casaluce fu rubata, come ci descrive anche Leopoldo Santagata in “Maria SS. di Casaluce Patrona della Diocesi di Aversa”. Erano quelli gli anni in cui in tutto il napoletano ed il casertano le chiese divennero oggetto di furti ripetuti d’arte e arredi preziosi. Il parroco del tempo, don Pasquale Ciani, – che chi lo ha conosciuto ricorda aver perso quasi del tutto la vista negli ultimi tempi – si adoperò subito per ridare alla Vergine una nuova corona commissionandone una all’orafo Umberto Gallo di Casoria un diadema in oro e pietre preziose sul modello del precedente trafugato (fu realizzata anche una corona gemella in argento bagnata nell’oro per l’uso quotidiano).Per l’occasione la nuova corona fu completata con la scritta “1980” e fu predisposta una “terza” incoronazione il 14 Settembre del 1980. Così, spezzando la consuetudine del centenario, la Madonna di Casaluce fu nuovamente incoronata nel’80 pochi mesi prima del terremoto. La Chiesa aversana al momento era in Sede Vacante poiché il 10 Giugno era morto il vescovo Antonio Cece ed anche il sindaco della Città di Aversa, Augusto Bisceglia, era venuto a mancare nello stesso periodo; toccò allora al vicario capitolare, Mons. Nicola Comparone, incoronare la Madonna di Casaluce in Piazza Municipio davanti al clero ed al popolo.

Il 23 Novembre le scosse del terremoto di magnitudo 6,9 arrivarono ad Aversa provocarono il crollo dell’antico campanile della Chiesa della Madonna di Casaluce (usata come sede della Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo). Un crollo annunciato secondo molti, visto lo stato di vetustà nel quale versavano sia il campanile sia le assi del tetto della chiesa, ma che ebbe come conseguenza oltre al danneggiamento del santuario anche la morte di don Pasquale Ciani e della sua famiglia che al momento si trovavano nella canonica. Nel crollo si persero le tracce della nuova corona d’oro. Allora si diffuse la credenza popolare che il diadema della Madonna di Casaluce fosse stato rubato o addirittura, in mala fede del popolo, che don Pasquale Ciani avesse venduto la corona sostituendola con una copia in argento. Ma quando nel 2017 l’Ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Aversa ha realizzato l’inventario del monastero di Santa Maria Assunta delle Clarisse “Cappuccinelle” di Aversa la corona è stata ritrovata – ci raccontano gli stessi scopritori – in una scatola di cioccolatini. All’interno l’astuccio custodiva la corona che don Pasquale Ciani aveva affidato alle badesse delle Cappuccine e della quale le stesse religiose avevano ad un certo punto perduto la memoria. Più tardi sarà anche ritrovata, a conferma di quanto detto, la documentazione che certifica l’affido della corona.Una storia che ha dell’inverosimile: venendo a mancare improvvisamente il parroco, non essendo in carica il vescovo diocesano, succedendosi le badesse alla guida del monastero è stato dimenticato un dettaglio di non poco conto. Così facendo per quarant’anni è stato smarrito il segreto del “l’Intrigo della Corona”, ciò ha dato adito a studiosi e cittadini di elaborare teorie di furto e dicerie di disonestà intorno a questo “tesoro”.

Quest’anno l’11 Settembre del 2020, a pochi giorni dal quarantennale esatto dell’incoronazione, la storia si chiude con l’atto di “restituzione” – già perché a questo punto di restituzione si tratta – della corona al vescovo, nella persona di S.E. Mons. Angelo Spinillo, ed alla popolazione durante una Mostra straordinaria allestita nel Museo Diocesano da Mons. Ernesto Rascato, con la collaborazione dell’associazione culturale “In Octabo”, sulle pratiche del culto della Madonna di Casaluce. La corona rimarrà in esposizione nella Cattedrale di San Paolo, nel pieno della Settimana di Festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Casaluce, fino a Domenica 27 Settembre. Durante il periodo dell’esposizione, l’associazione “In Octabo”, che ha preparato dei pannelli didattici dedicati, predisporrà una mostra didattica sulla storia e devozione della Patrona di Aversa.

 

Check Also

GRAZIE VALERIO!

Una vita intensa, piena di battaglie e di sfide a cominciare dal ricordo e dalla …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *