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San Paolo ancora senza processione

Don Michele Salato: “Le confraternite hanno venerato il Santo nella sua Chiesa Cattedrale con il Rosario e la Santa messa”

di Achille Aurisicchio

Anche questo 25 gennaio 2022, solennità della Conversione di San Paolo, Aversa si è ritrovata a celebrare la propria festa patronale nella Cattedrale cittadina insieme con il vescovo, Angelo Spinillo, attorniato dal Capitolo dei canonici con rocchetto e mozzetta violacea, dal clero diocesano e dalle variopinte fogge degli abiti celebrativi. La tradizionale “processione di San Paolo” – momento identitario per la città e molto atteso dagli aversani – si è svolta in osservanza delle norme anti-covid, ciononostante non è mancato l’affetto e la devozione delle tante congreghe per l’Apostolo delle Genti.

Coordinati dall’Ufficio diocesano per le confraternite di don Michele Salato, i rappresentanti delle pie associazioni si sono ritrovati martedì 25 mattina nella Cattedrale di San Paolo per assistere alla celebrazione eucaristica solenne – come da programma disposta in sostituzione della processione cittadina – presieduta dal presidente del Capitolo Cattedrale Stanislao Capone; al termine della santa messa, il vescovo Spinillo non ha fatto mancare il proprio messaggio di saluto e la benedizione ai presenti. Al centro delle parole del Presule il tratto identitario della festività della Conversione di San Paolo non solo per gli aversani ma anche – merito della singolare personalità di Paolo – per tutti i cristiani. Proprio sull’altare maggiore la tela seicentesca del Carlo Mercurio celebra l’Apostolo di Gesù, la cui figura domina una scena dalle tinte tenebrose nel momento in cui cade folgorato sulla via di Damasco. Superata la sua formazione post-caravaggesca, il pittore maddalonese ci racconta infatti un San Paolo sempre attuale – spaventato dall’apparizione di Cristo – metafora di presunzione di giustizia, per la quale Paolo sente di dover perseguitare chiunque avesse un’idea diversa; per questo riconosce di essere stato peccatore e si affida totalmente al Signore che lo ha chiamato. San Paolo giace a terra, disarcionato, schiacciando la testa del proprio cavallo mentre si aggroviglia in corpi umani ed animali, sbaragliati tutti dall’improvvisa presenza del Signore. Così la Chiesa di Aversa è riuscita a rinnovare le celebrazioni, attraverso un triduo di preparazione partito venerdì 22 e conclusosi sabato 24 con i primi vespri pontificali officiati dal vescovo Angelo Spinillo che hanno visto la partecipazione del Capitolo Cattedrale e del clero della città (nel dettaglio, è stato pubblicato un programma dalla Curia vescovile). Momento culminante del programma – come sempre accompagnata dalla Cappella Musicale Lauretana – è stata poi la messa pontificale presieduta dal vescovo Angelo Spinillo che è terminata con la benedizione papale.

Così ha commentato il direttore dell’Ufficio diocesano per le confraternite don Michele Salato al termine dei tre giorni del triduo: «Anche quest’anno nonostante le restrizioni della pandemia, si è svolta la secolare festa di San Paolo patrono della città e diocesi di Aversa. Le confraternite hanno venerato il Santo nella sua Chiesa Cattedrale con la recita del Rosario alle ore 10,00 e la Santa messa presieduta dal Parroco della Cattedrale e concelebranti da me e don Gerardo Sangiovanni, al termine il Vescovo dopo una breve esortazione ha impartito la Benedizione. La festa della Conversione di San Paolo era celebrata con molta solennità in Francia, i normanni la impiantarono ad Aversa. Nel passato le confraternite partecipavano con le statue dei loro protettori alla processione, rendendola molto folcloristica, oggi lo spirito di preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, l’eucarestia sono i segni evidenti della predicazione dell’ apostolo che nei suoi viaggi, approdando a Pozzuoli passa anche per Aversa. Dopo la celebrazione, le confraternite hanno continuato la festa nelle loro case, insieme alle famiglie consumando per il pranzo le polpette di San Paolo, queste ricordano le pietre che l’apostolo scagliò contro santo Stefano, prima della sua conversione, con questo pranzo si dimostra che Gesù ha perdonato Paolo, da persecutore è diventato Apostolo, la festa della conversione è festa di perdono. San Paolo ha sempre protetto la nostra Città di Aversa, la sua potente preghiera di Apostolo delle genti ci liberi da ogni male, portando serenità, salute e pace!».

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