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Il “nuovo” caso Cappuccini riapre la questione PUC

Le associazioni Fridays for Future Aversa, Archeoclub “Aversa Normanna”, Legambiente Geofilos, Federazione “La Maddalena che vorrei”, WWF, AversaDonna, Terra Nostrum, Famiglia al Centro, Stop allo Scempio Ambientale Ovunque Aversa richiamano all’Amministrazione Golia che fine ha fatto lo slogan “consumo di suolo zero”

di Roberta Becchimanzi

 

Dopo i numerosi finanziamenti che il Governo ha stanziato per la riqualificazione edilizia, il quadro urbanistico si arricchisce di un nuovo e dibattuto progetto, quello della cementificazione della area dei Cappuccini, zona Sud di Aversa, a confine con Giugliano, previo cambio di destinazione d’uso approvata in Consiglio Comunale.

Le destinazioni d’uso delle zone del territorio comunale sono determinate in base al Piano Urbanistico Comunale (PUC), che è la principale fonte normativa a cui fare riferimento. Il PUC regola ogni aspetto dello sviluppo, della crescita e della gestione del territorio comunale e risulta ancora più necessario in questo periodo di forte fermento edilizio per la città normanna. In fase di redazione da almeno due anni, il PUC di Aversa sarebbe indispensabile anche in ragione delle tante scelte che la Politica è chiamata a compiere sui singoli interventi edilizi.

L’ultima decisione dell’Amministrazione Golia sull’area dei Cappuccini ha suscitato la reazione di diverse sigle associative ed ambientaliste aversane che qualche settimana fa hanno commentato con un comunicato stampa il cambio di destinazione d’uso – da area verde a zona dedicata a servizi – dell’area dei Cappuccini. Così Ferdinando Pezzopane, a nome di di Fridays for Future Aversa, Archeoclub “Aversa Normanna”, Legambiente Geofilos, Federazione “La Maddalena che vorrei”, WWF, AversaDonna, Terra Nostrum, Famiglia al Centro, Stop allo Scempio Ambientale Ovunque Aversa, ha recentemente commentato la vicenda: «Nelle ultime settimane, ad Aversa, si è parlato molto della possibilità che la città possa dotarsi di un ulteriore servizio per i cittadini, cioè un centro logistico per la ditta che gestisce il servizio di igiene urbana. Per quanto la cosa possa sembrare positiva, non è possibile ignorare un dettaglio che come associazioni riteniamo importante, tanto più partendo dall’analisi dell’attuale scenario cittadino, connotato da un altissimo tasso di cementificazione. Aversa infatti, secondo i dati Ispra del 2020, è il diciassettesimo comune italiano per percentuale di suolo consumato (con il 65%, ndr.)».

La questione di Cappuccini, infatti, riguarda la scelta di destinazione d’uso di quella che per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Caserta – strumento urbanistico sovraordinato al PUC dei singoli comuni – è un “Territorio rurale e aperto complementare alla città” e serve a conservare gli elementi del paesaggio rurale storico […] e le permanenti attività produttive e agricole» (si veda l’art. 44 del PTCP Caserta). Per le Associazioni, quindi, le nuove funzioni della nascente isola ecologica in zona Cappuccini vanno pianificate e realizzate in aree già impermeabilizzate senza sacrificare i già esigui terreni e suoli verdi di cui la città ancora dispone. Questo, in soldoni, il nodo anche del dibattito nell’ultimo Consiglio comunale nel quale si è discusso anche della realizzazione nell’area Cappuccini di un mercatino del riuso e delle strutture accessorie per il personale dell’ipotetica isola ecologica. Tutto dovrebbe sorgere alle spalle dell’Ospedale “S. Giuseppe Moscati” e nei pressi del rudere della Chiesa della SS. Trinità “dei Cappuccini” (per la quale però non si parla di recupero). «Per la realizzazione del centro – continua Ferdinando Pezzopane – è stata approvata, attraverso una delibera, una variazione di destinazione d’uso da verde pubblico a servizi. La nostra perplessità non è solamente legata alla sottrazione dell’ennesima area verde, un elemento che assume maggiore importanza prendendo in considerazione la stessa delibera di Giunta (approvata nel dicembre del 2020, ndr.) con cui l’Amministrazione si impegnava a perseguire il principio di “consumo suolo zero” spingendosi addirittura a promuovere eventuali interventi di de-impermeabilizzazione, ma è anche collegata all’uso di delibere per variazioni così importanti. Il PUC garantisce ai cittadini di poter muovere delle osservazioni sulle proposte di gestione del territorio comunale, e per questa ragione è da considerarsi di gran lunga più democratico rispetto a medesimi mutamenti resi possibili da una delibera di Giunta, come avvenuto in questo caso».

In effetti anche la minoranza consiliare, alla presentazione della proposta di delibera per il cambio di destinazione d’uso dell’area a firma dell’Assessore Elena Caterino e del Vicesindaco Marco Villano, hanno denunciato a gran voce una mascherata variazione di bilancio attraverso una modifica al capitolato, ossia una modifica del contratto con società della raccolta rifiuti e gli stessi consiglieri di maggioranza hanno emendato – cosa non usuale – la proposta Caterino-Villano presentando modifiche al progetto della loro stessa squadra di governo. In conclusione Ferdinando Pezzopane ha dichiarato: «Come Fridays For Future Aversa non possiamo dimenticare l’impegno preso da questa Amministrazione in materia di contrasto ai cambiamenti climatici, nel novembre 2019, con la firma della Dichiarazione di emergenza climatica. Per far sì che quegli 11 punti così cari all’allora Presidente della Commissione Ambiente (l’attuale Assessore al ramo Caterino, ndr.) non restino carta morta, c’è bisogno di invertire radicalmente la rotta e riconoscere che una delle azioni, nella scala locale, che i comuni possono effettivamente intraprendere per abbattere le emissioni di CO2 è quella di preservare il suolo esistente, valorizzandolo senza fini speculativi, riconoscendo i servizi ecosistemici come la ritenuta delle acque piovane e la mitigazione dagli effetti peggiori delle già presenti alterazioni del clima e optando sempre per il riutilizzo delle aree già cementificate».

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