{"id":118,"date":"2024-03-18T15:24:05","date_gmt":"2024-03-18T15:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/?p=118"},"modified":"2026-06-05T16:21:31","modified_gmt":"2026-06-05T16:21:31","slug":"oc-in-neurologia-con-il-dott-cerullo-continua-il-tour-del-moscati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/?p=118","title":{"rendered":"OC in Neurologia con il dott. Cerullo. Continua il tour del Moscati"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"118\" class=\"elementor elementor-118\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ce4f8fb e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"ce4f8fb\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-84363eb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"84363eb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Un\u2019altra tappa per il \u201cgiro visite\u201d di OC nei reparti del Moscati<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b9fa36 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"7b9fa36\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-70ed311 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"70ed311\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>I diamanti non sono soltanto nei monili. \u00a0Tra le corsie del Presidio Ospedaliero di Aversa, brilla un diamante in particolare: il \u201cneonato\u201d reparto di Neurologia, insignito dello status \u201cDiamond\u201d per l\u2019assistenza (massimo riconoscimento per una Neurologia) e in attesa della premiazione al Congresso Stroke di Basilea (Maggio 2024). Ma simili riconoscimenti hanno alla base tanta dedizione e tanta, tantissima, buona volont\u00e0: ce lo conferma orgogliosamente il Dottore Giovanni Cerullo, Direttore dell\u2019unit\u00e0 operativa e nostra guida d\u2019eccezione in un reparto <em>High Tech<\/em>, dove tecnologia, competenza e passione si incontrano.<\/p><p><strong>Attualmente, com\u2019\u00e8 organizzato il reparto di Neurologia del Moscati di Aversa? <\/strong><\/p><p>Tutto quello che si vede oggi \u00e8 stato costruito in un anno e mezzo. Quando siamo arrivati qui, all\u2019Ospedale di Aversa, abbiamo dovuto creare tutto, a partire dai percorsi fino alle collaborazioni interne. Non \u00e8 stato facile: pensi che all\u2019inizio eravamo in Ginecologia! Ora, invece, abbiamo un bel reparto e, soprattutto, possiamo garantire un\u2019assistenza comoda. Ad oggi, si contano dodici posti letto (dieci di degenza ordinaria e due riservati a ictus ischemico), tutti parametrati: ci\u00f2 significa che il paziente, una volta entrato nel nostro reparto, viene controllato &#8211; o meglio \u201ctracciato\u201d &#8211; dal momento in cui entra fino a quando esce. In questo modo, durante la degenza, avendo un quadro pi\u00f9 chiaro della patologia, possiamo conoscere (e riconoscere) pure una banale aritmia, individuando cos\u00ec la terapia pi\u00f9 adatta al caso. Questo completo e continuo monitoraggio rende il tasso di riconoscimento molto, molto, alto.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Un bel traguardo! Che si scontra per\u00f2 con alcune residue criticit\u00e0\u2026<\/strong><\/p><p>Il nostro lavoro ci costringe ad avere a che fare con patologie tempo-dipendenti &#8211; non ci \u00e8 concesso perdere tempo &#8211; e questo influisce sull\u2019organizzazione interna: dei dodici posti letto, due sono riservati ai pazienti sottoposti a terapia trombolitica e sono quasi sempre liberi, perch\u00e9 dopo la trombolisi (in ventiquattro ore massimo) sistemiamo il paziente a una delle postazioni ordinarie, in modo da garantire la disponibilit\u00e0 immediata. Purtroppo, non siamo attrezzati per la trombectomia (di conseguenza il paziente viene portato al Policlinico) e siamo sprovvisti di una neurochirurgia interventista e di una sala angiografica: questo rappresenta un po\u2019 \u201cl\u2019anello debole\u201d della catena perch\u00e9 si perde tempo a dover trasferire i pazienti.<\/p><p>Comunque, in seguito all\u2019apertura del nostro reparto, per l\u2019ictus ischemico e per l\u2019ictus emorragico, le cifre sono risultate confortanti, con una notevole riduzione delle percentuali di degenza media e di tasso di mortalit\u00e0. Inoltre, il paziente con ictus ricoverato qui da noi non viene abbandonato, anzi, dopo tre mesi lo rivediamo. Infatti, dal mese di marzo del 2023, stiamo valutando anche la disabilit\u00e0 (si deve tener presente che, dopo un ictus, alcuni pazienti possono restare allettati) e la mortalit\u00e0 a tre mesi dopo la dimissione; proprio nell\u2019indagine sulle statistiche della disabilit\u00e0 post-ictus, le nostre stime sono al di sopra della media nazionale. Anche con gli ambulatori di secondo livello cerchiamo di offrire al territorio una vasta gamma di servizi all\u2019avanguardia, colmando, laddove \u00e8 possibile, eventuali carenze. Nel trattamento delle cefalee, per esempio, stiamo facendo terapie monoclonali (siamo stati i secondi in Campania nel testare il primo monoclonale iniettivo); i nostri pazienti sono inseriti nel registro nazionale I-Grane e siamo in attesa di accreditamento presso l\u2019Associazione Neurologica Italiana per la ricerca nelle Cefalee. Abbiamo implementato l\u2019Ambulatorio Sclerosi Multipla (gi\u00e0 attivo al nostro arrivo) e da settembre 2023 \u00e8 partito l\u2019Ambulatorio Malattie Neurodegenerative per le diagnosi di Parkinson e di altre forme di demenza. Sempre da settembre 2023, grazie al contributo di una collega che ha esperienza nel campo della Neurologia Pediatrica, ci occupiamo anche della diagnosi e presa in carico delle problematiche neurologiche di neonati, bambini e adolescenti. Il mio\/nostro sogno \u00e8 garantire al paziente che arriva al reparto di Neurologia del Moscati di Aversa un trattamento completo: dobbiamo organizzare e gestire qua tutto ci\u00f2 di cui ha bisogno per le sue cure. Secondo me la medicina deve essere (nei limiti del possibile) \u201cdi prossimit\u00e0\u201d, ovvero, fatta eccezione per determinate casistiche, \u00e8 giusto che alcune patologie vengano trattate in un <em>setting<\/em> di prossimit\u00e0, senza costringere il paziente a fare chilometri per percorsi che potrebbe tranquillamente intraprendere \u201csotto casa\u201d.<\/p><p><strong>Come lei stesso ha affermato, avete a che fare con patologie per cui \u00e8 centrale il ruolo del tempo. In caso di ictus, come siete organizzati? <\/strong><\/p><p>Abbiamo un cellulare, acquistato dall\u2019Azienda, sempre in possesso del medico di guardia e attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Il numero di questo cellulare \u00e8 a disposizione del 118, cos\u00ec, in caso di emergenza, possiamo fare l\u2019esame obiettivo gi\u00e0 telefonicamente (infatti, sull\u2019ambulanza non c\u2019\u00e8 il neurologo). Se riteniamo che vi sia un ictus in corso, diamo la pre-allerta e facciamo arrivare il paziente qui, avendo, nel contempo, avvisato anche il Pronto Soccorso ed eventualmente, la Radiologia. Quando c\u2019\u00e8 un sospetto di ictus ischemico, invece, subentra la necessit\u00e0 di fare una trombolisi ed ecco che \u201centra in gioco\u201d uno dei miei infermieri, al quale spetta il compito di scendere in sala TAC con la Stroke Bag, una borsa <em>ad hoc<\/em> contenente il farmaco e l\u2019occorrente per l\u2019infusione in vena. \u00c8 fondamentale farsi trovare pronti, abbattere i tempi. Poi, durante la degenza, le prime ventiquattro ore sono di fase terapeutica, mentre in in un secondo momento c\u2019\u00e8 la fase diagnostica.<\/p><p><strong>Nel suo settore (e nella medicina in generale) l\u2019ausilio della tecnologia \u00e8 importantissimo. Possiamo approfondire questo aspetto? <\/strong><\/p><p>Lavoriamo in sistemi integrati e complessi: ormai l\u2019uomo e l\u2019intelligenza Artificiale collaborano. A tal proposito, per il trattamento dell\u2019ictus abbiamo un <em>software<\/em> di Intelligenza Artificiale, comprato dall\u2019Azienda, in condivisione con Radiologia e a disposizione di tutti noi neurologi. Questo <em>software<\/em> ci permette di condividere informazioni e di avere un quadro pi\u00f9 chiaro della situazione da analizzare. Faccio un esempio: uno strumento fondamentale per il nostro lavoro sono le cosiddette \u201cmappe di perfusione\u201d, attraverso le quali possiamo capire quanta parte di cervello sia morta e quanta sia salvabile dopo un\u2019occlusione. Ebbene, grazie alle immagini prodotte da questo <em>software<\/em>, la produzione, la consultazione delle mappe di perfusione e le successive decisioni cliniche sono agevolate.<\/p><p>Sono sincero: quello che noi facciamo non \u00e8 fantascienza, \u00e8 solo la <em>best practice<\/em> a livello mondiale. Se si fa in tante altre parti del mondo, perch\u00e9 non si pu\u00f2 fare anche ad Aversa? Il progresso non viene cos\u00ec, dal nulla: ci vogliono le competenze, la disponibilit\u00e0 a cambiare \u2013 o meglio, migliorare &#8211; e la voglia di mettersi in gioco; inoltre, con un pizzico di orgoglio, posso dire di poter contare su una squadra fantastica, un <em>team<\/em> di giovani medici motivati, ambiziosi, sempre pronti ad accogliere le novit\u00e0 e ad aggiornarsi. Ovviamente, per queste implementazioni tecnologiche si \u00e8 potuto contare sull\u2019appoggio dell\u2019Azienda, che non si \u00e8 tirata indietro di fronte alle mie (motivate) richieste.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Esistono reti con altri enti e\/o ospedali? <\/strong><\/p><p>Esiste una rete mondiale, un registro internazionale detto SITS, dove vengono inseriti i dati dei pazienti ricoverati.\u00a0 L\u2019inserimento dei dati serve a monitorare e a uniformare a livello mondiale i livelli assistenziali dei pazienti affetti da ictus. In base ai risultati registrati, ci viene data una collocazione e, fortunatamente, nel nostro caso, siamo in una fascia alta, con dei risultati raggiunti in un anno\u2026 Abbiamo bruciato le tappe! \u00c8 vero, il dato numerico \u00e8 fondamentale, ma in questa circostanza il messaggio da trasmettere va ben oltre le cifre e le statistiche: con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che quando c\u2019\u00e8 determinazione nulla diventa impossibile. Indubbiamente, il supporto dell\u2019Azienda \u00e8 servito a motivarci e ad alimentare la nostra voglia di fare, di metterci in gioco: possiamo anche essere bravi, certo, ma solo con gli strumenti giusti si possono valorizzare le competenze di ciascuno di noi.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Il suo operato e le sue iniziative dimostrano che cercate di essere al servizio del territorio. A tal proposito, che cosa avete pensato di fare per migliorare? \u00a0Avete mai pensato a delle giornate di prevenzione\/informazione rivolte alla collettivit\u00e0?<\/strong><\/p><p>Stiamo puntando a rafforzare una rete esterna per la terapia chirurgica dell\u2019Epilessia e del Parkinson. Per giunta, \u00e8 in programma l\u2019attivazione di un servizio di iniezione di tossina botulinica per il trattamento della spasticit\u00e0 post-ictus e in corso di Sclerosi Multipla, nonch\u00e9 per la gestione delle distonie.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019altra tappa per il \u201cgiro visite\u201d di OC nei reparti del Moscati I diamanti non sono soltanto nei monili. \u00a0Tra le corsie del Presidio Ospedaliero di Aversa, brilla un diamante in particolare: il \u201cneonato\u201d reparto di Neurologia, insignito dello status \u201cDiamond\u201d per l\u2019assistenza (massimo riconoscimento per una Neurologia) e in attesa della premiazione al Congresso Stroke di Basilea (Maggio 2024). Ma simili riconoscimenti hanno alla base tanta dedizione e tanta, tantissima, buona volont\u00e0: ce lo conferma orgogliosamente il Dottore Giovanni Cerullo, Direttore dell\u2019unit\u00e0 operativa e nostra guida d\u2019eccezione in un reparto High Tech, dove tecnologia, competenza e passione si incontrano. Attualmente, com\u2019\u00e8 organizzato il reparto di Neurologia del Moscati di Aversa? Tutto quello che si vede oggi \u00e8 stato costruito in un anno e mezzo. Quando siamo arrivati qui, all\u2019Ospedale di Aversa, abbiamo dovuto creare tutto, a partire dai percorsi fino alle collaborazioni interne. Non \u00e8 stato facile: pensi che all\u2019inizio eravamo in Ginecologia! Ora, invece, abbiamo un bel reparto e, soprattutto, possiamo garantire un\u2019assistenza comoda. Ad oggi, si contano dodici posti letto (dieci di degenza ordinaria e due riservati a ictus ischemico), tutti parametrati: ci\u00f2 significa che il paziente, una volta entrato nel nostro reparto, viene controllato &#8211; o meglio \u201ctracciato\u201d &#8211; dal momento in cui entra fino a quando esce. In questo modo, durante la degenza, avendo un quadro pi\u00f9 chiaro della patologia, possiamo conoscere (e riconoscere) pure una banale aritmia, individuando cos\u00ec la terapia pi\u00f9 adatta al caso. Questo completo e continuo monitoraggio rende il tasso di riconoscimento molto, molto, alto. \u00a0 Un bel traguardo! Che si scontra per\u00f2 con alcune residue criticit\u00e0\u2026 Il nostro lavoro ci costringe ad avere a che fare con patologie tempo-dipendenti &#8211; non ci \u00e8 concesso perdere tempo &#8211; e questo influisce sull\u2019organizzazione interna: dei dodici posti letto, due sono riservati ai pazienti sottoposti a terapia trombolitica e sono quasi sempre liberi, perch\u00e9 dopo la trombolisi (in ventiquattro ore massimo) sistemiamo il paziente a una delle postazioni ordinarie, in modo da garantire la disponibilit\u00e0 immediata. Purtroppo, non siamo attrezzati per la trombectomia (di conseguenza il paziente viene portato al Policlinico) e siamo sprovvisti di una neurochirurgia interventista e di una sala angiografica: questo rappresenta un po\u2019 \u201cl\u2019anello debole\u201d della catena perch\u00e9 si perde tempo a dover trasferire i pazienti. Comunque, in seguito all\u2019apertura del nostro reparto, per l\u2019ictus ischemico e per l\u2019ictus emorragico, le cifre sono risultate confortanti, con una notevole riduzione delle percentuali di degenza media e di tasso di mortalit\u00e0. Inoltre, il paziente con ictus ricoverato qui da noi non viene abbandonato, anzi, dopo tre mesi lo rivediamo. Infatti, dal mese di marzo del 2023, stiamo valutando anche la disabilit\u00e0 (si deve tener presente che, dopo un ictus, alcuni pazienti possono restare allettati) e la mortalit\u00e0 a tre mesi dopo la dimissione; proprio nell\u2019indagine sulle statistiche della disabilit\u00e0 post-ictus, le nostre stime sono al di sopra della media nazionale. Anche con gli ambulatori di secondo livello cerchiamo di offrire al territorio una vasta gamma di servizi all\u2019avanguardia, colmando, laddove \u00e8 possibile, eventuali carenze. Nel trattamento delle cefalee, per esempio, stiamo facendo terapie monoclonali (siamo stati i secondi in Campania nel testare il primo monoclonale iniettivo); i nostri pazienti sono inseriti nel registro nazionale I-Grane e siamo in attesa di accreditamento presso l\u2019Associazione Neurologica Italiana per la ricerca nelle Cefalee. Abbiamo implementato l\u2019Ambulatorio Sclerosi Multipla (gi\u00e0 attivo al nostro arrivo) e da settembre 2023 \u00e8 partito l\u2019Ambulatorio Malattie Neurodegenerative per le diagnosi di Parkinson e di altre forme di demenza. Sempre da settembre 2023, grazie al contributo di una collega che ha esperienza nel campo della Neurologia Pediatrica, ci occupiamo anche della diagnosi e presa in carico delle problematiche neurologiche di neonati, bambini e adolescenti. Il mio\/nostro sogno \u00e8 garantire al paziente che arriva al reparto di Neurologia del Moscati di Aversa un trattamento completo: dobbiamo organizzare e gestire qua tutto ci\u00f2 di cui ha bisogno per le sue cure. Secondo me la medicina deve essere (nei limiti del possibile) \u201cdi prossimit\u00e0\u201d, ovvero, fatta eccezione per determinate casistiche, \u00e8 giusto che alcune patologie vengano trattate in un setting di prossimit\u00e0, senza costringere il paziente a fare chilometri per percorsi che potrebbe tranquillamente intraprendere \u201csotto casa\u201d. Come lei stesso ha affermato, avete a che fare con patologie per cui \u00e8 centrale il ruolo del tempo. In caso di ictus, come siete organizzati? Abbiamo un cellulare, acquistato dall\u2019Azienda, sempre in possesso del medico di guardia e attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Il numero di questo cellulare \u00e8 a disposizione del 118, cos\u00ec, in caso di emergenza, possiamo fare l\u2019esame obiettivo gi\u00e0 telefonicamente (infatti, sull\u2019ambulanza non c\u2019\u00e8 il neurologo). Se riteniamo che vi sia un ictus in corso, diamo la pre-allerta e facciamo arrivare il paziente qui, avendo, nel contempo, avvisato anche il Pronto Soccorso ed eventualmente, la Radiologia. Quando c\u2019\u00e8 un sospetto di ictus ischemico, invece, subentra la necessit\u00e0 di fare una trombolisi ed ecco che \u201centra in gioco\u201d uno dei miei infermieri, al quale spetta il compito di scendere in sala TAC con la Stroke Bag, una borsa ad hoc contenente il farmaco e l\u2019occorrente per l\u2019infusione in vena. \u00c8 fondamentale farsi trovare pronti, abbattere i tempi. Poi, durante la degenza, le prime ventiquattro ore sono di fase terapeutica, mentre in in un secondo momento c\u2019\u00e8 la fase diagnostica. Nel suo settore (e nella medicina in generale) l\u2019ausilio della tecnologia \u00e8 importantissimo. Possiamo approfondire questo aspetto? Lavoriamo in sistemi integrati e complessi: ormai l\u2019uomo e l\u2019intelligenza Artificiale collaborano. A tal proposito, per il trattamento dell\u2019ictus abbiamo un software di Intelligenza Artificiale, comprato dall\u2019Azienda, in condivisione con Radiologia e a disposizione di tutti noi neurologi. Questo software ci permette di condividere informazioni e di avere un quadro pi\u00f9 chiaro della situazione da analizzare. Faccio un esempio: uno strumento fondamentale per il nostro lavoro sono le cosiddette \u201cmappe di perfusione\u201d, attraverso le quali possiamo capire quanta parte di cervello sia morta e quanta sia salvabile dopo un\u2019occlusione. Ebbene, grazie alle immagini prodotte da questo software, la produzione, la consultazione delle mappe di perfusione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":123,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-118","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=118"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":507,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/118\/revisions\/507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/123"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatoriocittadino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}