SANT’ARPINO CELEBRA LA XXXII SAGRA DEL CASATIELLO

Tre giorni di tradizione, cultura e sapori identitari nel cuore dell’Agro Atellano Dal 12 al 14 giugno 2026 Sant’Arpino rinnova uno dei suoi appuntamenti più rappresentativi e sentiti, celebrando la XXXII edizione della Sagra del Casatiello, manifestazione che nel corso degli anni è divenuta un autentico simbolo dell’identità culturale e gastronomica del territorio atellano. Organizzata dalla Pro Loco di Sant’Arpino, con il patrocinio del Comune, la manifestazione trasformerà ancora una volta la storica Piazza Macrì in un luogo di incontro, memoria e condivisione, dove il fascino delle tradizioni popolari dialogherà armoniosamente con le esigenze della contemporaneità. La Sagra del Casatiello affonda le proprie radici in una consuetudine antichissima che attraversa i secoli e le civiltà. Gli antichi atellani erano soliti riunirsi negli spazi antistanti il complesso monasteriale di San Francesco di Paola per celebrare l’arrivo della primavera e, successivamente, la Pasqua cristiana. In tempi più recenti si riunivano nell’area attigua il Romitorio di San Canione. Qui, tra musiche popolari e balli coinvolgenti, consumavano il casatiello, rozzo rustico e prelibata pietanza della cucina rurale, sintesi di valori e costumi di un tempo semplice e genuino travolto dal moderno consumismo. Ideata alla fine degli anni Ottanta dalla Pro Loco di Sant’Arpino, la manifestazione ha saputo recuperare e valorizzare questo patrimonio immateriale, trasformandolo in un evento di richiamo regionale e nazionale. Nel corso degli anni, infatti, la Sagra del Casatiello ha attirato migliaia di visitatori e l’attenzione di importanti esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione, oltre a essere stata raccontata da trasmissioni Rai come Linea Verde e Uno Mattina. Non è casuale che questa tradizione abbia suscitato interesse anche in ambito culturale e antropologico. Lo stesso Pier Paolo Pasolini, nel suo celebre Decameron, richiamò atmosfere e ritualità popolari che trovano significative consonanze con il patrimonio di usanze custodito dalla comunità santarpinese. Protagonista assoluto dell’evento sarà naturalmente il casatiello, una delle espressioni più autentiche della cucina rurale campana. Con i suoi ingredienti simbolici – uova, formaggi e salumi – esso rappresenta non soltanto una pietanza della tradizione, ma un vero e proprio racconto collettivo fatto di lavoro, convivialità e memoria. Custode di un sapere tramandato di generazione in generazione, il casatiello continua a incarnare i valori di una civiltà contadina che ha contribuito a plasmare l’identità della Campania Felix. Anche quest’anno il pubblico potrà degustare le eccellenze preparate dagli stand di Antichi Sapori Gifuni e Casatiè Cucine Atellane della famiglia Petrone, da sempre protagonisti della manifestazione, insieme a un’ampia area dedicata ai prodotti tipici e all’artigianato locale. Accanto all’offerta gastronomica, la XXXII edizione proporrà un ricco programma culturale e di intrattenimento. Sono previste visite guidate alla scoperta delle bellezze storiche e artistiche del territorio, tra cui il Palazzo Ducale e la Chiesa di Sant’Elpidio, nonché la mostra d’arte “Persistenza – L’arte attraverso le generazioni”, testimonianza del dialogo fecondo tra memoria e creatività contemporanea. Le serate saranno animate da “Eventart” e dalle esibizioni di gruppi che interpretano e valorizzano la migliore tradizione musicale popolare campana: 12 giugno – I Carbone;13 giugno – Suoni Barricati;14 giugno – I Vico; Sfilata con costumi del ‘700 da parte degli “Antiqua tempora”, esibizione di balli popolari a cura dell’Associazione “Sud – Folk – Dance”.La macchina organizzativa, guidata dal presidente della Pro Loco Aldo Pezzella, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Ernesto Di Mattia e la collaborazione delle associazioni del territorio, ha lavorato con impegno e dedizione per offrire alla cittadinanza e ai visitatori un evento capace di coniugare qualità, accoglienza e valorizzazione delle radici culturali locali. La XXXII Sagra del Casatiello si conferma così non soltanto una festa del gusto, ma un’occasione privilegiata per riscoprire la storia di una comunità, il patrimonio dell’antica Atella e l’eredità di una terra che continua a riconoscersi nei valori dell’ospitalità, della condivisione e della memoria. Dal 12 al 14 giugno 2026, Sant’Arpino vi aspetta per celebrare insieme uno dei sapori più autentici della tradizione campana.

La vita in città tra aggressioni, guerriglia urbana, baby gang e microcriminalità. Dov’è finita la sicurezza urbana?

Basta uno sguardo sbagliato, un timido tentativo di reazione o anche una qualsiasi banale scusa per essere presi di mira da bande di criminali che spesso sfogano la loro repressione e le loro frustrazioni aggredendo, bullizzando, offendendo e malmenando i poveri malcapitati che incontrano nel loro vacuo girovagare. Se a questo aggiungiamo che le città sono popolate, soprattutto nelle zone periferiche ma oggi anche in pieno centro cittadino, da criminali dediti ai più svariati atti illeciti, dai furti allo spaccio, dalle rapine alle aggressioni, si fa presto a capire che la realtà contemporanea si trova di fronte ad una problematica di grande rilievo che limita pesantemente uno dei beni più preziosi dell’essere umano: la libertà. Intesa come possibilità di vivere e di spostarsi serenamente e in qualsiasi luogo a qualsivoglia orario. Un diritto inviolabile e ineludibile che dovrebbe essere assicurato e garantito dallo Stato. Per questo motivo, la sicurezza urbana costituisce una tematica di crescente rilevanza nel panorama politico, istituzionale e sociale contemporaneo. Non è un caso che, negli ultimi anni, siano stati adottati numerosi interventi normativi, tra decreti e disegni di legge, finalizzati a individuare strumenti e strategie in grado di migliorare la vivibilità degli spazi urbani e rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini. La sicurezza urbana non riguarda esclusivamente la prevenzione e il contrasto dei fenomeni criminosi, ma comprende un insieme più ampio di condizioni che incidono sulla qualità della vita, sulla fruibilità degli spazi pubblici e sul benessere della collettività. La crescente percezione di insicurezza, unitamente alle sfide che le amministrazioni centrali e locali sono chiamate a gestire quotidianamente, ha contribuito a collocare tale tematica al centro delle politiche pubbliche. In un contesto caratterizzato da profondi processi di trasformazione urbana, fenomeni quali la criminalità diffusa, il degrado ambientale e urbano, l’esclusione sociale e le diverse forme di marginalità continuano a rappresentare fattori di criticità che incidono negativamente sulla qualità della vita nelle città. Per tale ragione, la sicurezza urbana è oggi concepita come un concetto multidimensionale, che richiede interventi integrati capaci di coniugaanche online re misure di controllo del territorio, politiche di inclusione sociale e strategie di riqualificazione urbana. Le cause alla base delle problematiche connesse alla sicurezza urbana sono molteplici e spesso interconnesse. Tra queste figurano i processi migratori, i cambiamenti demografici e socio-economici, l’indebolimento delle reti di solidarietà sociale, nonché le condizioni di degrado che interessano alcune aree urbane, in particolare quelle periferiche. Tali fattori possono contribuire ad accrescere situazioni di vulnerabilità sociale e a favorire l’insorgenza di fenomeni di devianza e criminalità. In questa prospettiva, la sicurezza non può essere ridotta alla sola repressione dei reati, ma deve essere interpretata come il risultato di un insieme di politiche volte a promuovere la coesione sociale, la qualità degli spazi urbani e la partecipazione attiva della cittadinanza. Ne deriva la necessità di adottare un approccio integrato, capace di coinvolgere istituzioni, forze dell’ordine, enti territoriali e società civile. Tra gli interventi maggiormente rilevanti per il miglioramento della sicurezza urbana possono essere individuati: il rafforzamento della collaborazione tra le diverse forze di polizia attraverso un più efficace scambio informativo e l’impiego di tecnologie innovative, quali sistemi avanzati di videosorveglianza e strumenti di analisi dei dati; una maggiore valorizzazione del ruolo delle Regioni e degli enti locali nella programmazione e gestione delle politiche di sicurezza, accompagnata da adeguate risorse f inanziarie e organizzative; infine, investimenti mirati nelle aree periferiche mediante il potenziamento delle infrastrutture sociali, educative, culturali e sportive, al fine di contrastare i fenomeni di marginalizzazione e favorire percorsi di inclusione e sviluppo sociale. In conclusione, la sicurezza urbana rappresenta una sfida complessa che richiede risposte articolate e multidisciplinari. Solo attraverso il coordinamento tra politiche di prevenzione, inclusione sociale e controllo del territorio sarà possibile costruire città più sicure, inclusive e sostenibili, capaci di garantire ai cittadini non soltanto protezione dai fenomeni criminali, ma anche condizioni di vita dignitose e opportunità di piena partecipazione alla vita della comunità. Restituiamo, dunque, la libertà ai cittadini. VINCENZO SAGLIOCCO

Sant’Arpino, consegnati i prestigiosi premi “PulciNellaMente” e “Genius Loci” a Rosalia Porcaro

Sabato 6 giugno 2026, ore 10.30. L’aria a Sant’Arpino vibrava di un’emozione rara, di quelle che si respiravano solo quando la cultura smetteva di essere un concetto astratto e diventava carne, voce e comunità viva. Tra le mura suggestive di Fabula, l’antico Municipio di Atella in via Martiri Atellani, si è compiuto un rito laico ma profondamente sentito: la consegna dei prestigiosi premi “PulciNellaMente” e “Genius Loci” a Rosalia Porcaro. Non una fredda e distaccata cerimonia istituzionale, bensì un abbraccio collettivo, caloroso e meritato, a un’artista che ha saputo fare della propria terra una patria universale, trasformando il dialetto, le piazze e le strade in un palcoscenico di pura verità. A tessere questa trama culturale di alto profilo, l’Istituto di Studi Atellani e la Rassegna Nazionale di Teatro-Scuola “PulciNellaMente”, giunta con orgoglio e determinazione alla sua ventiseiesima edizione. Il motivo di tale scelta è risuonato chiaro e limpido nelle parole dei presenti: Rosalia non si è mai limitata a interpretare la comicità, l’ha scavata con coraggio e intelligenza. Dietro le maschere indimenticabili di Veronica, Natascha o della mitica, indimenticabile Assuntina, ha sempre pulsato una ricerca artistica rigorosa e mai banale, capace di dare voce alle fragilità, alle contraddizioni e alle speranze del Mezzogiorno, rifuggendo ogni facile stereotipo o caricatura di maniera. La mattinata si è aperta con i saluti delle istituzioni, un momento doveroso ma ricco di sostanza. Ernesto Di Mattia e Marco Antonio Del Prete, sindaci rispettivamente di Sant’Arpino e Frattamaggiore, hanno ribadito con forza l’urgenza di radicare la cultura nel territorio, rendendola motore di riscatto sociale e civile. A loro si sono uniti l’assessore alla Cultura Giovanni Maisto e il presidente dell’Istituto di Studi Atellani, Franco Montanaro, sottolineando il valore identitario dell’evento. Poi, il cuore pulsante dell’incontro: il dialogo. Carmela Barbato, stimata docente e formatrice teatrale, e l’attrice Andreina Raucci hanno intessuto un fitto e commovente scambio di ricordi con l’omaggiata, sotto l’attenta e sapiente regia di Imma Pezzullo ed Elpidio Iorio, rispettivamente vicepresidente dell’Istituto e direttore di PulciNellaMente. Il concetto classico di “Genius Loci”, ovvero l’anima profonda e segreta di un luogo, ha trovato in Porcaro la sua incarnazione più autentica e vibrante. Lei, che ha trasformato il quotidiano in racconto universale, ha dimostrato ancora una volta come la vera comicità non semplifichi la realtà, ma la illumini con pietas e comprensione. Restituendo dignità narrativa a esistenze spesso marginali, ha cucito un ponte solido tra memoria e futuro. Un riconoscimento che, negli anni, ha onorato grandi nomi dello spettacolo, ma che quel sabato mattina ha trovato nella sua sensibilità quella scintilla di verità che solo chi ascolta davvero il proprio territorio sa accendere e custodire gelosamente. Scegliere Fabula come teatro di questo evento non è stato un caso. L’ex Municipio di Atella, con la sua storia millenaria, ha fatto da cornice perfetta a una riflessione sul presente. Qui, tra queste mura, si è celebrato non solo il talento di una donna, ma la resilienza di un’intera comunità che ha sempre creduto nel potere trasformativo dell’arte. Rosalia Porcaro ha ricevuto questo premio non come un punto di arrivo, ma come un nuovo, stimolante punto di partenza per continuare a raccontare, con la stessa graffiante tenerezza, le anime del Sud.

Patrizio Spasiano, chiuse le indagini: cinque indagati rischiano il processo per la morte dell’operaio

A quasi un anno dalla tragedia che sconvolse il mondo del lavoro in provincia di Caserta, la Procura di Napoli Nord ha chiuso le indagini sulla morte di Patrizio Spasiano, il giovane operaio napoletano deceduto il 10 gennaio 2025 all’interno dello stabilimento Frigocaserta di Gricignano d’Aversa. Il ragazzo aveva appena 19 anni e lavorava da poche settimane nel cantiere impegnato nell’ampliamento dell’area industriale. Il sostituto procuratore Josè Criscuolo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a cinque persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nella gestione delle attività lavorative e della sicurezza del cantiere. Si tratta del legale rappresentante della Frigocaserta e committente dei lavori, del datore di lavoro del giovane operaio, del preposto di cantiere, del coordinatore della sicurezza e del responsabile dei lavori. Secondo l’impostazione accusatoria, agli indagati vengono contestati il reato di omicidio colposo e una serie di presunte violazioni delle norme sulla tutela dei lavoratori. Per la Procura, tali omissioni avrebbero avuto un ruolo determinante nella catena di eventi culminata con la morte del diciannovenne. La ricostruzione dell’accaduto parte dalla mattina del 10 gennaio. Patrizio Spasiano si trovava insieme ad altri operai nell’area della sala macchine dello stabilimento, dove erano installati impianti collegati ai sistemi di refrigerazione. I lavoratori stavano effettuando alcune misurazioni quando si verificò una fuoriuscita di ammoniaca da una conduttura. La nube tossica invase rapidamente la zona interessata dall’intervento. Tre operai riuscirono ad allontanarsi in tempo, riportando comunque conseguenze per l’intossicazione. Patrizio, invece, che in quel momento si trovava su un trabattello, non riuscì a mettersi in salvo. I soccorsi si rivelarono inutili. L’esposizione al gas provocò un grave edema polmonare acuto che ne causò il decesso. Gli investigatori ritengono che l’incidente sia stato innescato dalla rottura di un manometro, avvenuta dopo l’urto con il trabattello utilizzato durante le lavorazioni. Da qui l’ipotesi che non siano state adottate tutte le misure necessarie per prevenire l’accesso di personale non specializzato in un’area caratterizzata dalla presenza di sostanze particolarmente pericolose. Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano, tra gli altri aspetti, la valutazione del rischio ammoniaca, l’informazione sui pericoli presenti nel sito produttivo, l’aggiornamento dei piani di sicurezza e il controllo delle procedure operative delle imprese coinvolte nel cantiere. Mentre si avvicina la possibile richiesta di rinvio a giudizio per la morte di Spasiano, resta aperto anche un altro fronte giudiziario legato allo stesso stabilimento. Il prossimo 30 giugno prenderà infatti il via davanti al Gup del Tribunale di Napoli Nord il processo per la morte di Pompeo Mezzacapo, operaio di 39 anni di Capodrise, deceduto il 31 dicembre 2024 dopo essere stato travolto da un carrello elevatore ribaltatosi durante le operazioni di lavoro. Due tragedie avvenute a distanza di appena dieci giorni nello stesso sito produttivo e che hanno riacceso il dibattito sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. GIOSUÈ PRINCIPATO

Kiss Kiss Way a Baia Domizia: musica gratis sotto i pini, ma fate presto, i biglietti volano

Sabato 13 giugno 2026. Arena dei Pini, Viale degli Eucalipti, Baia Domizia. Segnate la data, perché il Kiss Kiss Way, il tour estivo itinerante di Radio Kiss Kiss, fa tappa in uno dei tratti di costa più suggestivi del litorale campano, e questa volta porta con sé un cast da festival vero. L’evento, che ogni estate trasforma alcune delle più belle località balneari italiane in palcoscenici a cielo aperto, quest’anno ha scelto l’Arena dei Pini come cornice per l’unica data dell’intero Centro-Sud Italia. Un dettaglio non da poco, che spiega perché la prenotazione dei biglietti, gratuiti, ma numerati, abbia già attirato migliaia di richieste sin dall’apertura delle iscrizioni, avvenuta il 3 giugno scorso sul sito ufficiale della radio. Il programma si sviluppa su due giornate distinte, con un’identità precisa per ciascuna. Il primo giorno l’area dell’Arena si trasforma nel Villaggio Kiss Kiss: dj set, aperitivi, giochi, sfide tra il pubblico e stand interattivi allestiti dai brand partner del tour. Al centro di tutto, Casa Kiss Kiss, uno spazio fisico da cui gli speaker della radio, tra cui Marco e Raf, trasmetteranno in diretta e incontreranno il pubblico faccia a faccia. Non uno schermo, non un collegamento remoto: radio dal vivo, nel senso più letterale del termine. Il secondo giorno è quello del concerto vero e proprio. Sul palco si alterneranno Baby K, Bambole Di Pezza, Francesca Michelin, Lorenzo Salvetti, Noemi e Samurai Jay, un mix generazionale che copre pop, urban e indie, pensato per un pubblico eterogeneo. L’ingresso è gratuito per i primi quindicimila ospiti ma, appunto, il biglietto va prenotato in anticipo. Chi arriva senza, rischia di restare fuori. Enrico Libelli