L’ANPI ad Aversa celebra in piazza gli ottanta anni della Repubblica

Una giornata per riflettere sulle radici della democrazia italiana e sul valore della partecipazione civile. Domenica 7 giugno piazza Don Peppe Diana, ad Aversa, ospiterà la Terza Festa Provinciale dell’ANPI Caserta, promossa dal Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia con il patrocinio dell’amministrazione comunale. L’edizione 2026, intitolata “Percorsi Antifascisti”, sarà dedicata all’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana e alla ricorrenza del primo voto delle donne, due passaggi fondamentali della storia nazionale strettamente legati all’eredità della Resistenza e ai principi sanciti dalla Costituzione. L’iniziativa prenderà il via alle 9.30 con gli interventi istituzionali di Francesco Madonna, presidente provinciale dell’ANPI Caserta, e di Pier Paolo De Brasi, presidente della sezione ANPI di Aversa intitolata a Zelinda Resca, conosciuta come “Lulù”. A seguire, alle 10.30, spazio all’approfondimento storico con la presentazione del volume “Annali della Resistenza in Campania”, realizzato dal Coordinamento Regionale ANPI Campania. Al confronto prenderanno parte Giovanni Cerchia, docente ordinario di Storia Contemporanea dell’Università del Molise, Ubaldo Baldi, presidente dell’ANPI Salerno, Amerigo Ciervo, presidente dell’ANPI Benevento, e Fortunato Allegro della Libreria Il Dono di Aversa. A coordinare il dibattito sarà Ilaria Cervo, componente del Comitato Provinciale ANPI Caserta. Dopo la pausa pomeridiana, il programma riprenderà alle 18 con un momento dedicato al ruolo femminile nella costruzione della democrazia italiana. Le studentesse del Liceo Artistico “Leonardo da Vinci” porteranno in scena “Le Madri Costituenti”, rappresentazione ispirata alle figure delle donne che contribuirono alla nascita della Repubblica e ai lavori dell’Assemblea Costituente. Alle 18.45 si entrerà nel vivo del confronto pubblico con il dibattito “80° della Repubblica e del voto alle donne”. Interverranno il giornalista e scrittore Massimiliano Amato, l’attivista politica Maite Iervolino, Alessia Latessa e Francesca Marciano dell’Università del Molise, Luigi Marino del Comitato Nazionale ANPI e Sabina Martino De Carles del Coordinamento Donne ANPI Caserta. La moderazione sarà affidata ad Anna Sgueglia della sezione aversana dell’associazione. Nel corso della serata sono previste anche letture e interpretazioni teatrali dedicate a due momenti simbolici della storia repubblicana: il testo sul voto alle donne di Angela Maria Guidi Cingolani, affidato alla voce dell’attrice Terry Barbato, e il celebre intervento pronunciato da Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente il 26 giugno 1946, interpretato dall’attore Salvatore Mangiacapra. La manifestazione si concluderà alle 21.15 con il concerto del gruppo I Figli di Cibele. Per gli organizzatori l’obiettivo è trasformare la memoria storica in uno strumento di cittadinanza attiva, coinvolgendo associazioni, scuole, operatori culturali e cittadini. Un’occasione per ricordare conquiste decisive della storia italiana e riaffermare, attraverso il confronto e la cultura, il valore della partecipazione democratica. Alberto Salvatores
La Virtus Aversa lascia il PalaJacazzi e si fonde con il Team Volley Napoli

La notizia era nell’aria da qualche settimana, ma adesso è ufficiale e fa male lo stesso. La Virtus Aversa, dopo due stagioni in Serie A2 di pallavolo maschile culminate con una semifinale playoff, non giocherà più al PalaJacazzi. La società si fonde con il Team Volley Napoli e dalla prossima stagione sposterà la propria base nel capoluogo campano. A comunicarlo è il presidente Sergio Di Meo, con una nota pubblica che non lesina parole dure verso le istituzioni locali, il tessuto imprenditoriale cittadino e una città che, a suo dire, non ha mai davvero abbracciato il progetto. Una scelta sofferta, costruita nel tempo, che Di Meo giustifica con due ragioni distinte: il sogno della Superlega, il campionato più importante al mondo, e l’impossibilità concreta di continuare a reggere i costi di un progetto di alto livello senza adeguati supporti territoriali. Nel comunicato del presidente non c’è diplomazia. C’è amarezza, quella vera, di chi ha investito anni e risorse in un progetto che sente di aver portato avanti quasi da solo. “La politica cittadina non ha mai davvero compreso il valore e la portata di questo progetto”, scrive Di Meo. E aggiunge che dopo l’annuncio della fusione, invece di un confronto o anche solo di una telefonata, è arrivato soltanto silenzio. Un silenzio che, nelle sue parole, “fa più rumore di qualsiasi parola”. Anche il sostegno economico è mancato. Il tessuto imprenditoriale locale non ha garantito le risorse necessarie per sostenere un campionato di vertice. E sugli spalti, ammette il presidente con onestà, i tifosi fedeli c’erano, e a loro va la sua gratitudine, ma erano troppo pochi rispetto al livello che la squadra stava cercando di raggiungere. Di Meo ci tiene a fare una distinzione che considera fondamentale: questo non è un abbandono. È una scelta strategica, maturata dopo mesi di resistenza e tentativi andati a vuoto. Con gli amici napoletani, dice, è nata subito una visione condivisa, un progetto strutturato con basi più solide. Nei prossimi giorni verranno resi noti il nuovo organigramma, il nome della squadra e la sede delle partite. Anticipa già che ci sarà “un graditissimo ritorno” capace di far felici i tifosi storici. Il PalaJacazzi, chiude il presidente, resterà per sempre casa. Ma quella struttura, aggiunge con lucidità, non sarebbe stata comunque adeguata agli standard della Superlega. Se il sogno fosse diventato realtà, il trasferimento sarebbe stato inevitabile in ogni caso. Resta una città che perde la sua squadra di volley. E un presidente che se ne va con il cuore spezzato, ma con il progetto ancora vivo. Giuseppe Cristiano
Gli alunni dell’Osvaldo Conti al Senato

I ragazzi si sono dimostrati entusiasti per quella che hanno definito una giornata memorabile Una giornata nella “città eterna” per gli allievi dell’istituto di istruzione superiore “Osvaldo Conti” di Aversa, guidato dalla dirigente Mena Di Grazia, ammirandone i monumenti principali e partecipando ad una visita guidata del Senato della Repubblica. Accompagnato dalle docenti Erminia Catia Pagano, Giovanna Natale e Loredana Buonanno, con il coordinamento della professoressa Carmela Cavallaccio, vicepreside e referente per l’Orientamento, un gruppo di 47 studenti del triennio ha visitato piazza Venezia dove è situato l’imponente Altare della Patria, monumento nazionale dedicato a Vittorio Emanuele II, conosciuto anche come “Vittoriano”, che racchiude il sacello del Milite Ignoto. Altra tappa al Pantheon, luogo unico al mondo che conserva tutte le tracce dei suoi quasi duemila anni di storia, connubio di forme antiche, medievali, rinascimentali e moderne, dove si trovano pregevoli affreschi rinascimentali e insigni sepolture sia di artisti – come Raffaello Sanzio, Baldassarre Peruzzi, Annibale Carracci – e dei due primi re d’Italia, Vittorio Emanuele II e Umberto I. Poi visita a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, dove i ragazzi sono rimasti estasiati dalla bellezza e dalla maestosità delle sale, ricche di dipinti e decorazioni. In Aula, sedendo tra i seggi dei senatori, durante una seduta presieduta da Ignazio La Russa, hanno poi appreso il sistema di votazione dei provvedimenti parlamentari. In quell’occasione hanno assistito alla relazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha chiesto all’Aula il voto per autorizzare diverse missioni internazionali, tra cui quella europea “Aspides”, a difesa delle navi commerciali dagli attacchi degli Houthi nel Maro Rosso. Operazione che, per la cronaca, ha ottenuto l’ok bipartisan sia di Camera che Senato. Al rientro, i ragazzi si sono dimostrati entusiasti per quella che hanno definito una giornata memorabile che gli ha permesso di diventare più consapevoli della storia del loro Paese e di accrescere il loro bagaglio formativo e culturale.
Salta la contrattazione con la curia. Si cerca una soluzione

Il Dirigente Scolastico del “Cirillo”, Luigi Izzo: “Proponiamo di terminare l’anno presso la struttura attuale. La Provincia deve farci sapere” Mentre proseguono le attività didattiche al liceo classico e musicale “Domenico Cirillo”, il futuro dell’istituto resta ancora in bilico, vista la totale incertezza della Provincia che brancola nel buio e non ha ancora trovato una soluzione adeguata e dignitosa per gli studenti e tutto il personale scolastico in vista dell’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’edificio sito in via Ettore Corcioni. Tre milioni di euro, provenienti dal Pnrr, sono stati stanziati per permettere alla Provincia di eseguire lavori di adeguamento strutturale e sismico dell’edificio che ospita lo storico liceo classico. I lavori avrebbero dovuto avere inizio il prima possibile, entro la fine del mese di febbraio, ma ad oggi non è stata trovata una soluzione adeguata ad ospitare tutte le classi dell’istituto. L’unico luogo messo a disposizione è la struttura destinata all’alberghiero, che però dispone di solo dodici aule, non sufficienti a garantire una corretta didattica. Inoltre, ci fanno sapere, che è saltata la contrattazione tra la Provincia e la Curia diretta all’utilizzo della sede storica del vescovato. Uno stop di non poco conto, visto che sarebbe stata la soluzione ideale, considerata la capacità della struttura e la vicinanza con l’attuale sede del Liceo. Gira voce che il ritardo nella partenza dei lavori sia dovuto da un intervento dell’Antimafia, per alcuni controlli relativi alla realizzazione dell’opera. Teniamo a sottolineare che si tratta solo di una voci, che ci limitiamo a riportare da cronisti. Ad ogni modo, il tempo farà chiarezza sulla vicenda. In tutta questa storia, spiccano il coraggio e l’impegno del Dirigente Scolastico Luigi Izzo, degli studenti e di tutto il personale del liceo Cirillo. Il Preside sta battagliando alla ricerca della soluzione più dignitosa per permettere la prosecuzione della didattica dello storico istituto di via Corcioni, unico ad Aversa a proporre un’eccellente offerta formativa sull’insegnamento della cultura classica e musicale. “La proposta che abbiamo avanzato alla Provincia – ha dichiarato ad Osservatorio Cittadino il Dirigente Izzo – è di terminare l’anno scolastico nella struttura attuale, considerata la mancanza di soluzioni adeguate al momento. Viviamo nell’incertezza più totale, sappiamo solo che avremo a disposizione dodici aule del plesso destinato all’Istituto Alberghiero. Ci avrebbe fatto comodo poter svolgere le lezioni presso il vescovato, ma purtroppo la contrattazione è saltata. Non so che intenzioni abbia la Provincia – ha proseguito Izzo – se tenere i lavori presso la struttura attuale del Cirillo e di garantire in quella sede parte della didattica o abbia altro in mente. Certo è che noi resteremo sempre dalla parte dei ragazzi e della didattica”. Ci auguriamo che questa storia abbia un epilogo felice, che i fondi non vengano sprecati e che al tempo stesso gli studenti del Cirillo possano trascorrere gli anni più belli della loro vita in una struttura e con una soluzione dignitosa. Ma alla fine si sa, essere Cirillo è anche questo. Dal canto nostro, rivolgiamo un augurio ed un messaggio a tutte le componenti dell’istituto, prendendo in prestito le parole che Ovidio scrisse negli Amores: Caro Cirillo, Perfer et obdura: dolor hic tibi proderit olim (Sopporta e resisti: un giorno questo dolore ti sarà utile).
Il parcheggio conteso. Area pubblica utilizzata da privati

Intanto resta chiuso e in mano ai privati il parcheggio di via Plauto. Cui prodest? È la domanda che rivolgiamo al Commissario prefettizio L’amministrazione commissariata del Comune di Aversa ha ordinato la rimozione delle recinzioni che impediscono l’accesso alle aree standard comunali, utilizzate fino a questo momento esclusivamente da pochi privati. Finalmente è stato utilizzato il pugno duro contro tutti quei condomini che hanno usufruito, come se fossero gli unici proprietari, delle aree pubbliche di cui avrebbe dovuto godere tutta la comunità. Per rendere accessibili al pubblico le aree suddette, il Commissario Prefettizio, Gerardina Basilicata, che accompagnerà la nostra città fino alle prossime elezioni, ha stanziato ben centomila euro. Ben venga, dunque, una riapertura al pubblico in modo che tutti possano fare uso di queste aree, dato che non si tratta di beni privati; ma, visto che sono state utilizzate solo ed esclusivamente da pochi condomini, forse solo questi ultimi avrebbero dovuto contribuire alle spese per rimuovere le recinzioni e non anche il Comune di Aversa e, quindi, tutti i cittadini. Abbiamo provato a porre queste domande al commissario Basilicata che per il momento non ci ha ancora risposto, usiamo allora le pagine del nostro giornale per poter incalzare con i dubbi pertinenti a queste procedure di “liberazione”. In che modo saranno applicate? In che tempistiche? È giusto usare fondi stanziati dal comune? Saremo ben lieti di accogliere e pubblicare risposte che sciolgano questi dubbi. Parlando di aree pubbliche “liberate” o in procinto di esserlo, non abbiamo potuto fare a meno di tornare con il pensiero al parcheggio in via Plauto, di cui ci eravamo occupati anche qualche numero fa. Tale area di sosta, qualificata come parcheggio pubblico, viene utilizzato solo ed esclusivamente da privati, i quali ne dispongono apertura e chiusura in maniera arbitraria, senza comunicare ufficialmente gli orari di fruizione degli spazi. La questione diventa problematica perché chi non conosce la “peculiarità” dell’area e potrebbe, giustamente, parcheggiare poco prima dell’inavvertita chiusura e trovarsi nella condizione di non poter più riprendere la propria auto fino al giorno successivo; non c’è nemmeno un numero di telefono per poter chiedere spiegazioni e informazioni in merito. Inoltre, vista la presenza di una delle pizzerie più frequentate della città, non aprire l’area di sera e, soprattutto nel weekend, quando è totalmente chiusa, causa puntualmente un traffico insopportabile, che viene animato ancor di più dal fatto che gli automobilisti cominciano a lasciare le proprie macchine in doppia fila, in una strada che non lo permetterebbe affatto. Vogliamo sottolineare che l’area è pubblica, quindi di tutti, ma, allo stesso tempo, è oggetto dell’uso esclusivo di privati, che la aprono e la chiudono senza che ci siano regole e avvisi sugli orari. Se è stata presa la decisione di provvedere alla rimozione degli impedimenti che rendono inaccessibili le aree standard comunali, perché non si mette in atto alcuna azione per il sopracitato parcheggio? Ci risulta che sia stata una delibera comunale, a quanto pare, a permettere tutto questo, ma la domanda sorge spontanea: a che titolo? Speriamo di avere presto delle risposte, a maggior ragione adesso che il Comune sembra finalmente intenzionato a restituire al pubblico delle aree che per troppo tempo sono state, senza alcuna logica, alla mercé solo di pochi cittadini.