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La Virtus Aversa lascia il PalaJacazzi e si fonde con il Team Volley Napoli

La notizia era nell’aria da qualche settimana, ma adesso è ufficiale e fa male lo stesso. La Virtus Aversa, dopo due stagioni in Serie A2 di pallavolo maschile culminate con una semifinale playoff, non giocherà più al PalaJacazzi. La società si fonde con il Team Volley Napoli e dalla prossima stagione sposterà la propria base nel capoluogo campano. A comunicarlo è il presidente Sergio Di Meo, con una nota pubblica che non lesina parole dure verso le istituzioni locali, il tessuto imprenditoriale cittadino e una città che, a suo dire, non ha mai davvero abbracciato il progetto.

Una scelta sofferta, costruita nel tempo, che Di Meo giustifica con due ragioni distinte: il sogno della Superlega, il campionato più importante al mondo, e l’impossibilità concreta di continuare a reggere i costi di un progetto di alto livello senza adeguati supporti territoriali. Nel comunicato del presidente non c’è diplomazia. C’è amarezza, quella vera, di chi ha investito anni e risorse in un progetto che sente di aver portato avanti quasi da solo.

“La politica cittadina non ha mai davvero compreso il valore e la portata di questo progetto”, scrive Di Meo. E aggiunge che dopo l’annuncio della fusione, invece di un confronto o anche solo di una telefonata, è arrivato soltanto silenzio. Un silenzio che, nelle sue parole, “fa più rumore di qualsiasi parola”. Anche il sostegno economico è mancato. Il tessuto imprenditoriale locale non ha garantito le risorse necessarie per sostenere un campionato di vertice. E sugli spalti, ammette il presidente con onestà, i tifosi fedeli c’erano, e a loro va la sua gratitudine, ma erano troppo pochi rispetto al livello che la squadra stava cercando di raggiungere.

Di Meo ci tiene a fare una distinzione che considera fondamentale: questo non è un abbandono. È una scelta strategica, maturata dopo mesi di resistenza e tentativi andati a vuoto. Con gli amici napoletani, dice, è nata subito una visione condivisa, un progetto strutturato con basi più solide. Nei prossimi giorni verranno resi noti il nuovo organigramma, il nome della squadra e la sede delle partite. Anticipa già che ci sarà “un graditissimo ritorno” capace di far felici i tifosi storici. Il PalaJacazzi, chiude il presidente, resterà per sempre casa. Ma quella struttura, aggiunge con lucidità, non sarebbe stata comunque adeguata agli standard della Superlega.

Se il sogno fosse diventato realtà, il trasferimento sarebbe stato inevitabile in ogni caso. Resta una città che perde la sua squadra di volley. E un presidente che se ne va con il cuore spezzato, ma con il progetto ancora vivo.

Giuseppe Cristiano